Dopo la pubblicazione dello scritto #68 intitolato “La fiducia” ho avuto un incontro con un collega che reputo super, il quale mi ha “rimproverato” dicendo che avevo scritto in quell’articolo cose non paragonabili tra di loro.
Subito non ho capito ovviamente, ma la sua espressione è stata:
“Ti domandi il perché non si possa riporre la stessa fiducia che si ha in un chirurgo piuttosto che in un pilota di aereo rispetto al mediatore? Il chirurgo studia una vita per poi operare, il pilota affronta ore e ore di guida prima di far decollare un boeing, mentre nella nostra professione si prende l’abilitazione con i punti della Star dopo aver frequentato solo 200 ore di corso in Camera di Commercio.”
Beh, non gli ho potuto di certo rispondere, aveva solamente ragione.
E la domanda che poi è venuta da sé è stata:
“Che cosa fa la differenza per far sì che un professionista sia diverso da quelli che prendono l’abilitazione con i punti della Star a tal punto che venga cercato per poter curare le compravendite?”
“La differenza sta nel sapersi concentrare sulle persone, solo su di loro, e nient’altro.”
Effettivamente una frase che ricorre spesso negli ambienti lavorativi che conosco è che noi non vendiamo immobili bensì diamo servizi, ma qui il concetto è ancora più profondo: è scavare, entrare in e tra le persone, è creare empatia ed ascolto, è stare lì e chiedere per poi ascoltare ciò che viene risposto, sentire con la nostra intelligenza emotiva, ed agire di conseguenza.
Sì, lo scritto #68 sarà stato comunque hard ed azzardato, ma senza di quello non avrei ricevuto quelle risposte date dal collega che mi hanno stimolato nel fare le considerazioni di oggi e nel capire che bisogna sempre scendere in profondità.





