Arriva una carissima collega statunitense qui in Italia per passare un periodo di ferie con la famiglia, ed appena organizza mi cerca, m’informa del suo viaggio e mi chiede se riusciamo a vederci, anche solo per un saluto.
Rispondo chiaramente di sì ed organizziamo.
Location unica per l’incontro, ovvero Firenze, dato che lei stava organizzando una giornata nella città del Brunelleschi in compagnia della sorella.
Ci becchiamo in via De’ Ginori, via dove poco tempo prima organizzammo una piacevolissima giornata di lavoro con il gruppo Crs Italia.
Oltre le emozioni ed i saluti di rito che potete immaginare, ci dirigiamo verso un ristorante tipico toscano, e lì siamo stati all’incirca tre ore.
Mi convinco di non parlare di lavoro con Marlene, ma duro nemmeno un’ora, poi si arriva lì.
La discussione però si accende quando Marlene mi chiede in quante MLS sono presente.
“Ehm…” rispondo imbarazzato, “…diciamo che in Italia l’MLS non è stata ancora sviluppata se non in piccolissime realtà che però hanno fatto e fanno molta fatica ad emergere…”
Lei mi guarda tra lo stupore e la rabbia, ed aggiunge:
“Ma come fate a lavorare?”
“Facciamo che cerchiamo di creare reti di professionisti come CRS, cerchiamo di tenere aggiornati i nostri database con i contatti dei colleghi per la condivisione one to one della casa, cerchiamo di coinvolgerli in questo modo.”
Marlene ancora più sbigottita, non viene dietro ai miei discorsi, sembra non capire più.
Le spiego che forse lavorativamente parlando siamo così “aridi” perché qui in Italia è consentito l’incasso della doppia mediazione e questo potrebbe alimentare l’attitudine che abbiamo nel non organizzarci nel collaborare, ma lei risponde dicendo che anche in alcuni stati Usa la doppia mediazione è consentita, ma l’MLS e la collaborazione sono sacrosante anche lì.
Ed allora, cos’è?
La risposta me l’ha data, ancora una volta, Marlene:
“Non avete cultura Giacomo, è questo il motivo. Non avete cultura di che cosa sia dare un servizio, non avete cultura di dare a prescindere senza pretendere di ricevere, a questo punto credo si tratti proprio di questo. Eppure, se hai in mano il codice etico CRS o in larga scala quello della NAR (che sono molto simili in fin dei conti, mio parere personale) è proprio quello che deve fare da stella polare, ed accettandolo facendolo tuo puoi solamente condividere in acquisizione ed in ricerca.”
Ecco, il codice etico, quello che ho stampato ed ho davanti agli occhi ogni qual volta li alzo dallo schermo del mio computer, il codice etico che in Italia non ha alcun valore legale ma che, invece, mi accorgo che ha molto valore per me e per la mia visione di professionista.
Il codice etico, l’unico documento scritto che traduce alla perfezione la figura del mediatore in affari immobiliari.





