Scrivo mentre sto usufruendo di un treno che mi sta portando in Toscana per motivi di lavoro.

Sì, in Toscana, ed ormai è una costante per me.

In molti chiedono perché non metta sù una sede fisica e non proponga i miei servizi come gli altri, curando bene la zona in cui mi colloco e diventando (se possibile) il riferimento immobiliare della zona stessa.

Certo, lo spostamento logora, stanca, potrebbe costare di più (potrebbe, non è detto), ma i motivi di questa scelta sono molteplici, e cercherò di non dimenticarne nemmeno uno.

Il primo, ovvero la differenziazione: in pochissimi si muovono dalla loro zona di comfort per investire nella relazione e nel curare il servizio, e questo è un aspetto importante;

Il secondo, ovvero mercati nuovi e sconosciuti che sono stimolanti ed entusiasmanti;

Il terzo, ossia con i mezzi che abbiamo oggi riusciamo a decifrare numeri, cifre ed abitudini anche di zone che non conosciamo, e quindi perché non mettersi in gioco?

Il quarto, forse il più importante: il mediatore in affari immobiliari vende servizi, e di servizi possono aver bisogno anche persone non esclusivamente della tua zona di appartenenza.

Il poter trattare poi zone che sono apparentemente sconosciute mi porta anche a conoscere colleghi che potrebbero portare altre situazioni da vendere e da condividere, e questo anche per immobili in Romagna, dalle mie parti.

Quindi, dato che una compravendita a Firenze ha le stesse condizioni da soddisfare rispetto ad una compravendita di Milano piuttosto che di Rimini per arrivare fino a Bari, se il professionista conosce bene “le regole del gioco”, perché non farlo?

 

Published On: Giugno 9th, 2026 /